Maurizio Massini

Psicologo Psicoterapeuta | Sessuologo | Ipnoterapeuta

Teatroterapia

Per chi ha bisogno di una definizione … la Teatroterapia è una delle attività terapeutiche mediate da forme artistiche quali ad esempio la musicoterapia e la danzaterapia. Nella teatroterapia vengono messi in scena i propri vissuti, mentali ed emotivi,, all’interno di un gruppo. Alcuni principi e attività tipiche delle pratiche teatrali e l’attivazione corporea sono strumenti e contesto di questa forma, che è terapeutica e ludica al tempo stesso. La teatroterapia è la messa in scena di sé, l’educazione ad ascoltare il proprio corpo, l’allenamento a usare la voce e il respiro, per esprimere pienamente se stessi. Soddisfatto il bisogno di dare una definizione, desidero ora approfondire i principi che ne determinano il valore.

Ogni individuo, per stare bene, ha bisogno di esprimere il proprio potenziale creativo, uscendo dagli schemi relazionali e sociali nei quali è ingabbiato abitualmente. Questo potenziale fa parte di noi, può assumere infinite forme e ciascuno dovrebbe scoprire il proprio. Le forme artistiche consentono di esprimere questa forza interiore, traendone grande benessere. Tra le diverse forme espressive, il teatro consente di giocare ruoli diversi, dando voce ai diversi Sé. Il gioco delle parti favorisce il cambiamento, la consapevolezza, lo sviluppo e la valorizzazione del potenziale umano. Ad andare in scena sono i vissuti individuali, i quali hanno la possibilità di essere espressi, riconosciuti e compresi. Il cambiamento è il passo finale, la vera sfida di ogni terapia, e la teatroterapia è uno strumento di gruppo molto potente per questo scopo. L’interpretazione scenica di un personaggio consente la sua espressione senza correre alcun rischio, o subire giudizio. I diversi Sé che sono usualmente nascosti o repressi, possono venire conosciuti e giocati in modo completo, ma completamente sicuro. Il teatro fa prendere coscienza che non siamo soltanto i due o tre “Io” che mettiamo in scena ogni giorno. La moglie, il padre, la lavoratrice, l’amico, la figlia, il seduttore, la malata, il lavoratore instancabile, la donna fedele, l’uomo forte, la donna fragile, quello che rispetta le regole, il medico, l’insegnante, la nonna, l’amica, sono ruoli cui ci siamo abituati ma che non ci rappresentano completamente. Rimanere nel ruolo è come stare nella tana un po’ scomeda, ma rassicurante. Un luogo dove lasciare scorrere il tempo senza correre troppi rischi. La teatroterapia permette di sperimentare come sarebbe se uscissimo dalla tana alla ricerca di nuovi approdi. Noi tutti abbiamo tante identità, e conoscerle arricchisce e apre orizzonti entusiasmanti.

La parola teatro non deve spaventare; non serve alcuna esperienza specifica, ma si possono fare esperienze divertenti, arricchenti e terapeutiche. Il gioco di ruolo è uno strumento al servizio di ciascuno di noi per uscire dalle gabbie sociali, e sperimentare parti di se stessi non ancora conosciute, ma pronte a entrare in gioco nella vita di ogni giorno. L’autostima cresce ogni volta che esprimiamo una nostra capacità, pratica o relazionale, che fino a quel momento era ritenuta celata oppure incuteva timore pensando di esprimerla. Il teatro è uno strumento; come lo scalpello in mano allo scultore può far emergere la forma artistica dal blocco di roccia, il gioco di ruolo fa emergere le infinite potenzialità, purtroppo nascoste nei meandri di noi stessi, che possono cambiare la qualità della vita, dandole pienezza e soddisfazione. Il gioco di ruolo agisce, negli adulti come nei bambini, da palestra dove fare allenamento alla vita. Molta psicologia ha guardato all’espressione artistica e corporea come alla via verso la salute. La patologia,, al contrario della salute, origina nelle rigide regole sociali nelle quali veniamo ogni giorno imbrigliati. Sin da bambini, la manifestazione libera delle emozioni viene limitata e talvolta repressa. I bambini vengono indotti a limitare o reprimere la gioia, il dolore, la rabbia e la tristezza,  adeguandole alle attese del contesto sociale. Nessun genitore vorrebbe un bambino selvaggio e privo di regole, ma su questo dobbiamo riflettere in quanto la risultante di tanta limitazione è la sofferenza psichica. L’energia vitale che ciascuno possiede deve trovare una sua via e non può essere repressa senza conseguenze. La teatroterapia è, oltre che un potente e divertente modo di esprimere se stessi, indicata per ridurre l’ansia, la depressione, le fobie sociali e la timidezza, fare esperienza della rabbia in un contesto protetto, aumentare le competenze relazionali, conoscere il proprio potenziale umano, aumentare l’autostima e far emergere esperienze traumatiche nascoste nelle profonde visceri di se stessi.