Maurizio Massini

Psicologo Psicoterapeuta | Sessuologo | Ipnoterapeuta

By

Dipendenze affettive

ManetteCosa si intende con il concetto di Dipendenza affettiva? Le difficoltà che si incontrano nel tentativo di darne una definizione chiara e univoca, mi suggeriscono prudenza, cosicché, più che una definizione, descriverò comportamenti agiti, non agiti o subiti, dalla persona che si trova in questa condizione. È indispensabile premettere che la completa indipendenza è un’utopia da asceti che, probabilmente, dipendono dal loro bisogno di indipendenza. Pertanto, sto riferendomi a una condizione particolare di bisogno dell’altro da sé, che produce sofferenza, e non del bisogno di avere dei punti fermi nella propria vita, ai quali ricorrere nei momenti di difficoltà. Quando l’amore si trasforma in un incubo, in uno stato di schiavitù che nega alla persona comportamenti liberi, la costringe ad agire senza tenere in considerazione i propri bisogni, per paura di cadere nel vuoto della propria interiorità, siamo propbabilmente in presenza di una persona dipendente dal punto di vista affettivo. Occorre iniziare dal bisogno di amore, che è cosa naturale, e in un sano rapporto con la madre e con le altre figure di attaccamento, produce effetti straordinari sia nella percezione soggettiva che nel funzionamento biologico del bambino. Amore, non amore e semi amore producono effetti di lungo termine nella vita di ogni individuo. La storia di attaccamento di un bambino è in grado di spiegare molto della sua vita adulta. Dunque, quando non parliamo del normale bisogno di amore, ma del rapporto patologico con un’altra persona che niente ha da spartire con l’amore. La persona dipendente sa che il suo oggetto d’amore è il suo carnefice, ma lo giustifica, lo segue, accetta violenza o disprezzo pur di non rimanere sola. L’indipendenza è frutto anche dell’educazione ricevuta; le donne, ancora oggi, vengono spesso educate a dipendere dall’uomo e a delegare a lui la propria felicità. Alle donne, ancora oggi, e sembra incredibile, viene detto di essere pazienti perché l’uomo è fatto così. Alla donna, in molte famiglie, viene ancora insegnato come diventare serve e schiave piuttosto che a prendere in mano da subito la propria vita. Nessun genitore usa i vocaboli serva e schiava, ma la sostanza non cambia. Quando a una figlia si concedono meno libertà e indipendenza che a un figlio, o quando le si chiede più disponibilità nei lavori domestici, le si manda un segnale preciso. Il senso di essere portatrice di diritti in quanto essere umano, si costruisce dal primo giorno di vita nell’interazione con le figure di attaccamento. La parità tra individui si respira e non si impara. Dopo è possibile imparare, ma a costo di sofferenza. Chi dipende affettivamente dal riconoscimento dell’altro, spesso non se ne rende conto. Tutto appare normale. Le cose vanno così, cosa posso fare, mi sembra di non avere altra scelta. Chi è stato abituato ad associare freddezza emotiva, violenza verbale o fisica, disattenzione, prevaricazione e mancanza di rispetto, con il contesto principe dell’amore, ovvero la famiglia, tenderà a ricercare e a ricostruire quel tipo di contesto pensando di trovarvi l’amore. Cercherà partner poco inclini a dare affetto, a essere solidali, a essere rispettosi e a volere la parità. Pensando di trovare amore, resterà intrappolato/a nel distacco affettivo senza trovare la forza per uscirne. Spesso, un terapeuta rappresenta la prima figura che si relaziona con queste persone con empatia, capacità di ascolto, rispetto per le differenze e curiosità

Per essere felici con una persona libera bisogna essere liberi. Chi non si sente libero non tollera la libertà altrui..

Con questo presupposto si può solo generare ingiustizia, violenza, gelosia, possessività e sofferenza. Tutto ciò trasversalmente alle classi sociali, alle condizioni economiche e culturali. I rimedi individuali si trovano nella psicoterapia, quelli sociali in modelli educativi che prevedano l’affettività come materia fondamentale a tutte le età.